di Fabio Calvari
C’è chi parte in camper per ritrovare sé stesso, chi per scappare dalla suocera e chi semplicemente perché “così risparmiamo sull’hotel”. Poi ci sono loro: i camperisti creativi, quelli che trasformano ogni parcheggio in un villaggio vacanze e ogni fontana pubblica in un centro benessere. E che, puntualmente, finiscono nel taccuino delle forze dell’ordine.
Benvenuti nella rassegna dei comportamenti più folkloristici – e puntualmente sanzionati – del popolo della casa su ruote.
Il campeggio libero… liberissimo
Il regolamento dice “sosta”. Loro leggono “glamping”. E allora via con tavolini, sedie, verande, stendini, tappeti persiani e – nei casi più ambiziosi – un piccolo bonsai zen per dare atmosfera. Peccato che per i vigili tutto ciò equivalga a un gigantesco cartello luminoso: “MULTAMI”.
La ZTL? Una sigla misteriosa
Per molti camperisti la ZTL è un concetto esoterico, una sorta di runa vichinga indecifrabile. “Zona Traffico Limitato? Ma io sono in vacanza, mica in traffico”. Risultato: foto ricordo con telecamera, multa in arrivo e un nuovo aneddoto da raccontare agli amici.
Acque grigie, nere e… fantasia
Lo scarico illecito è il grande classico. C’è chi lo fa di notte, chi “solo un pochino”, chi giura che “tanto è acqua pulita, ho usato il detersivo ecologico”. La natura ringrazia, i vigili un po’ meno.
Spa pubbliche a cielo aperto
Docce sotto le fontane, shampoo alle docce da spiaggia, bidet improvvisati sotto le grondaie. Il camperista creativo non conosce limiti. Il turista tedesco osserva, prende appunti e si chiede se è tutto parte del folklore locale.
Fuochi, barbecue e spirito pionieristico
Il divieto di accendere fuochi? Un dettaglio. Per alcuni camperisti, il barbecue è un diritto costituzionale. Peccato che la legge non sia d’accordo e che i vigili, davanti a salsicce fumanti in area protetta, perdano ogni senso dell’umorismo.
Rifiuti: l’arte dell’abbandono creativo
Sacchetti lasciati “solo per un attimo”, ingombranti depositati “tanto li ritira il comune”, resti di cena offerti alla fauna locale. Un’espressione artistica involontaria che però non viene apprezzata dalle autorità.
Occupazione di suolo pubblico, versione deluxe
Il camperista espansivo ama allargarsi. Un metro? Due? Tre? Tanto “c’è spazio”. E così il parcheggio diventa salotto, la piazzola diventa terrazza e il marciapiede diventa zona relax. La multa, inevitabilmente, diventa souvenir.
Conclusione: il camperista perfetto esiste (forse)
La verità è che la maggior parte dei camperisti è rispettosa, attenta e innamorata della natura. Poi c’è quella minoranza creativa che, senza volerlo, regala materiale inesauribile ai giornali di costume. E ai vigili, purtroppo, un bel po’ di lavoro extra.















